B. UNCONVENTIONAL
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Il lato digitale dei pop up stores

One world one web

Photo credit Paul Downey on flickr.com

Lo schermo del tuo smartphone si è illuminato. Cos’è? Una notifica. Un tweet, un invito su Facebook. Succede qualcosa, da qualche parte, e il mondo si fa improvvisamente minuscolo. Suona familiare? E’ il digitale che prende vita, la nostra, tutti i giorni, in qualche modo.

Lo chiamano marketing dell’esperienza, e hanno ragione. Lungi dall’essere una sostituzione degli strumenti del marketing tradizionale, i social forniscono al cliente/consumatore un’esperienza totale, coinvolgente, emozionale, inserendosi tra gli strumenti tradizionali dell’in store promotion. Non è certo un’idea nuova, ma di sicuro è un’idea redditizia – un modo nuovo non solo di fare shopping, ma anche di reinterpretare un brand per farlo proprio.

Nel mondo del retail i pop up shops portano un revenue stimato di circa £2,1 miliardi, e per citare Richard Lim, Head of Business Information presso la British Retail Consortium: “La rivoluzione è appena cominciata”. E i social la fanno da padrone. Da Pinterest a Youtube, passando per i sempreverdi Twitter e Facebook, brand di fama internazionale e non hanno usato il digitale per promuovere i pop up stores in maniera originale e, soprattutto, efficace.

Ecco qui tre esempi di pop up store gone social che hanno vinto.

#1 Marc Jacobs Pop Up Tweet Shop

Marc Jacobs Pop Up tweet shop

Photo credit Christina Ascani per Mashable

#MjDaisyChain – questo l’hashtag che i clienti di Marc Jacobs hanno usato come moneta per acquistare i prodotti della nuova linea di profumi Daisy al Marc Jacobs Tweet Shop nel 2014. Niente soldi, ma tweets, post su Facebook o foto su Pinterest e Instagram. O per i più arditi, anche un Vine. L’iniziativa è durata 3 giorni, a Londra e New York e ha decisamente dato una spinta alla presenza online del brand. #BeSocial all’ennesima.

#2 Kenzo No Fish No Nothing Digital Pop Up

Photo credit by spacified.com

Photo credit by spacified.com

E-commerce, social e awareness per l’ambiente: Kenzo ce le ha messe tutte. Per aiutare la Blue Marine Foundation, il rinomato brand ha creato l’iniziativa ‘No Fish No Nothing’ Digital Pop Up: un acquario digitale con degli schermi interattivi dove i clienti potevano comprare i prodotti di una linea dedicata. Per ogni acquisto online o post su Instagram con l’hashtag #NoFishNoNothing, l’acquario si riempiva di un nuovo pesce. Un modo originale di rinforzare un’immagine positiva e dare una prova tangibile ai clienti del loro contributo. Thumbs up!

#3 The Worth Pop Up Store

Photo credit Central Saint Martins / worthpopup.co.uk

Photo credit Central Saint Martins / worthpopup.co.uk

A Maggio 2014, 94 studenti del prestigioso college Central Saint Martins di Londra hanno messo in vendita 940 oggetti in edizione limitata presso un temporary shop dalla location tenuta segreta fino all’ultimo secondo, per un valore totale di £1 milione. Eh? C’è il trucco: per ogni condivisione della pagina worthpopup.co.uk su Facebook e Twitter, il prezzo complessivo scendeva un po’, rendendo gli oggetti in vendita sempre più accessibili. Risultato? Prezzo abbattuto a £50,12. Aspettiamo la seconda edizione.

Bene, e ora? Con queste iniziative come ispirazione, non resta che aprire il tuo temporary store in 10 facili step. Enjoy!

 

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