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Perché aprire un Pop Up Shop?

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Shopping: meglio online oppure offline? Oggi sono entrambe le modalità a garantire il maggiore successo per i venditori e la migliore esperienza di acquisto per i compratori. Photo credit by Photopin.

Mai sentito parlare di “Temporary Store“? E di “Pop-Up Shop“? Certo che sì.

Sono la stessa identica cosa: un fenomeno cresciuto esponenzialmente negli ultimi cinque anni, la cui origine e originalità si deve agli inglesi che nel 2003 sperimentarono un concetto innovativo di commercio. Sì, perché l’innovazione sta proprio nel concetto e nei significati (di carattere commerciale e promozionale) che l’idea porta in seno. Tutt’altro che innovativa è la forma: un “Pop-Up Shop“, in effetti, è un negozio – uno spazio espositivo, promozionale, di vendita di uno o più prodotti – che all’apparenza ha tutto da spartire con qualsiasi altro store.
Solo che è “Pop Up“, ovvero “salta fuori” da un momento all’altro, quando non te lo aspetti, dove fino al giorno o addirittura all’ora prima, un determinato spazio risultava anonimo, disadorno, disabitato. E si fa notare.

Diversamente dagli altri esercizi commerciali, un negozio a tempo (definizione meno fancy di Pop-Up Shop o Temporary Store, ma il succo è quello), cerca in tutti i modi di attirare l’attenzione, perché risponde a una logica di vendita molto diversa da quella tradizionale: se il negozio – sia un alimentari di quartiere o una più blasonata boutique del centro – punta a rappresentare una destinazione fissa per i propri clienti, portando loro la tranquillità del luogo riconoscibile e ben fondato, il Pop-Up Shop vuole stupire, colpire subito e lasciare il segno in un momento preciso. Nel momento del bisogno.

I Pop-Up shop consentono a creativi e designers di farsi conoscere. Via flickr.com/photos/yaffamedia/

I Pop-Up shop consentono a creativi e designers di farsi conoscere. Photo credit Yaffa Media via Flickr.

Per capire quali siano i bisogni e soprattutto “di chi?”, dobbiamo fare un passo indietro e due avanti.
Da quando le nuove tecnologie hanno ridefinito le relazioni interpersonali, grazie ai Social Networks e di Business Networks, i concetti di tempo e spazio hanno subito una mutazione veloce e con loro le attività che normalmente avevano una collocazione spazio-temporale precisa.

In ambito retail, si è arrivati alla possibilità di compiere acquisti online e con l’e-commerce sono fioriti, oltre a nuovi brand, altri meccanismi di acquisto, legati all’aspetto emotivo dell’utente e alla sua libertà di scelta, il quale non si è più limitato a comprare un prodotto ma ha cominciato a vivere una vera e propria esperienza. Eppure, nonostante le persone passino sempre più tempo “connesse”, sempre reperibili e presenti in Rete, preferiscono acquistare determinati prodotti offline. La contemporaneità, la presenza fisica, si rivelano in questo senso le esperienze più forti, in grado di lasciare addosso le sensazioni più vivide. Conosciamo la differenza tra guardare una partita di calcio allo stadio, in televisione, oppure in televisione ma al bar con gli amici: più la nostra fisicità è in grado di entrare nell’evento, più potremo condividere l’esperienza con altre persone, più ne rimarremo colpiti e influenzati.

Dell’importanza di questa deduzione che chiama in causa la psicologia dell’essere umano, se ne sono resi conto alcuni tra coloro che hanno dato impulso allo sviluppo dei Temporary Store e dei Pop-Up Shop: benché l’e-commerce continui a crescere rapidamente, i compratori hanno bisogno di un luogo fisico per completare l’esperienza di acquisto. In altri termini, è l’azione sinergica di online e offline a coprire le maggiori possibilità di successo, nel caso in cui si miri a vendere un prodotto o sponsorizzare un evento.

Tutti coloro che vogliono guadagnare visibilità o incrementare i profitti, trovano dunque nel Pop-Up Shop un vero e proprio strumento di marketing.

Un esempio di centro commerciale Pop-Up, organizzato in container navali. Via www.flickr.com/photos/55935853@N00/

Un esempio di centro commerciale Pop-Up, organizzato in container navali. Photo credit Ewan Munro via Flickr.

Gli esempi di successo in materia sono moltissimi.
Prendiamo il caso “Zalora“, retailer legato alla moda, presente solo online, che ha deciso di aprire per un mese il suo Pop-Up Store a Hong Kong.
Potrebbe sembrare il classico negozio di abbigliamento ma una volta dentro, il cliente è invitato a scannerizzare un codice QR e scaricare sul suo smartphone l’applicazione Zalora, utilizzando la connessione Wi-Fi dello shop. Successivamente, può iniziare a curiosare tra i prodotti, toccarli, provarli e infine acquistarli, con la differenza che l’abito o i pantaloni scelti non si porteranno a casa ma verranno consegnati direttamente all’indirizzo fornito dall’utente.

Il nostro business è online – spiega Cheng Xun Chua, direttore generale – questo Pop-Up Shop è un modo per offrire ai compratori che hanno poca dimestichezza con gli acquisti online, una strada per sentirsi più sicuri e seguiti nello shopping. Dall’altra parte, è un mezzo per incrementare il nostro bacino di utenti e il meccanismo sta funzionando: l’80% dei compratori non aveva mai acquistato tramite Zalora“.

A 11 mila chilometri di distanza da Hong Kong, precisamente a San Jose in California, è stato sperimentato un altro tipo di Pop-Up Shop, i cosiddetti Urban Pop-Ups, negozi temporanei allestiti in container navali e ubicati in zone meno frequentate della città.
L’iniziativa ha favorito il commercio locale, promuovendo lo sviluppo del turismo e creando una nuova esperienza di shopping, sia per i residenti che per i visitatori.

Tra i presenti anche The Die Hard Company, brand-moda per gli amanti dello stile sportivo: “Siamo un piccolo business – spiega Adam Mayberry, creatore del marchio – perciò i Pop-Ups sono il modo in cui testiamo il mercato locale con un minimo investimento, nonché un metodo per rivitalizzare il commercio in aree depresse“.

Perché abbiamo bisogno dei Pop-Up Shop?
Perché abbattere i costi della locazione e agevolare l’iter per affittare uno spazio, significa ampliare l’offerta, promuovere il commercio, la cultura, l’arte; consentire alla moneta di circolare: benefici di cui godrebbe tutta la società nel suo insieme. Infatti, mentre i grandi marchi attivano nuove forme di pubblicità, per esempio organizzando eventi all’interno degli spazi temporanei, altri soggetti, nuovi talenti con minori risorse, possono entrare nel mercato, portando innovazione e ricchezza.

Il futuro del commercio si deve ancora scrivere ma noi tutti – nessuno escluso! –  lo stiamo oggi vivendo e costruendo, attraverso nuovi meccanismi e molteplici possibilità, di cui i Pop-Ups rappresentano l’ultima conquista messa in atto da questa rivoluzione.

Rassegnatevi quindi, e prendete parte alla rivoluzione! Per saperne di più su come farlo, ecco 10 semplici step per aprire il vostro pop up store e un po’ d’ispirazione per scoprire il loro lato digitale.

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