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Houzz Italia: Intervista a Mattia Perroni

Houzz è nata nel 2009 da una casa da ristrutturare e dai suoi proprietari, in cerca di un modo per condividere idee e cercare professionisti adatti. 5 anni dopo l’idea è diventata una community di oltre 35 milioni di persone, con una piattaforma disponibile in 4 continenti. Ad Agosto 2015 è anche partita la prima campagna pubblicitaria nazionale negli Stati Uniti.

Noi abbiamo fatto due chiacchiere con Mattia Perroni, Managing Director di Houzz Italia, per scoprire di più sulla vision dell’azienda e i progetti per il futuro.

Mattia Perroni

Mattia, andate a mille all’ora! In Italia su cosa vi state concentrando?

Houzz Italia condivide ovviamente la stessa vision di Houzz USA, ma lo status del business è molto diverso: la piattaforma USA raccoglie 35 milioni di persone provenienti da tutto il mondo (e dove Houzz è sinonimo di home design: come anni fa per un ristorante si chiedeva ad un amico e adesso si va su Tripadvisor, così si fa oggi con Houzz per il design).

Per noi i focus sono due: il primo è la community. Darle uno spazio che permetta di rimuovere le barriere tra chi fa design e chi il design lo ama. Il processo di remodeling di una casa, indipendentemente dal budget, è un processo molto tortuoso e spesso fatto di conoscenze personali. Noi ci posizioniamo proprio in quel gap.
In Italia, la necessità è quella far capire alle persone che il nostro strumento permette di entrare nel mercato in maniera alternativa. Il bello è che la community sta rispondendo alla grande! Perché una community non si compra: se esiste, è vera.

Il secondo focus è l’educazione dei professionisti. In Italia abbiamo 143.000 architetti (il 35% del totale Europeo). E questi rappresentano solo una piccola categoria del nostro target.
Ci teniamo particolarmente al training di chi usa la nostra piattaforma perché l’online è ancora un po’ un ostacolo per alcuni, e molti sono diffidenti. Per questo il training è fondamentale. Apre loro le porte e permette a noi di ingrandire il nostro bacino utenti.

Per fare un esempio: il 27 maggio di quest’anno avevamo 1500 professionisti attivi sulla piattaforma. Oggi sono circa 9000. E la crescita dei professionisti è parallela a quella degli utenti.

Voi fornite a chiunque l’opportunità di trovare il professionista e/o l’idea giusta in base ad una esigenza specifica. Cosa genera questa dinamica sul lungo termine?

In sostanza Houzz è uno strumento per creare il proprio brand. I professionisti che cominciano ad utilizzare la piattaforma e poi ne diventano utenti ‘fedeli’ spesso lo fanno perché non hanno altro modo di farsi conoscere. Non tutti possono permettersi un reparto di marketing.

A questo infatti pensa Houzz: diventa uno strumento di promozione 24/7.
Con il tasto ‘Crea il tuo Sito’ ad esempio, si genera automaticamente un sito linkato al profilo del professionista e al sito di Houzz. Una vetrina insomma, aggiornata ed efficace. Persino il SEO è automaticamente gestito dal nostro sito: non devi preoccuparti di nulla.

L’effetto sul lungo termine quindi è quello di farsi conoscere, consolidare la propria immagine e generare altro lavoro e altro networking. Crescendo i contenuti, cresce l’ispirazione. Per dirne una, abbiamo circa 8 milioni di foto in alta definizione disponibili. Un catalogo in continua espansione e continuo aggiornamento. Negli Stati Uniti addirittura hanno coniato il termine “Houzz Porn”: per suggerire il tempo passato sulla piattaforma dagli utenti!

Screen Shot 2015-09-24 at 6.36.47 PM

So che organizzate spesso degli incontri informativi e formativi – qual è lo scopo di questi eventi? Come si svolgono? E il prossimo?

Il 2 e 3 Ottobre saremo a Bologna. Abbiamo una partnership con l’Associazione Italiana dei Progettisti d’Interni, per cui saremo presenti alla Design Week di Bologna per farci conoscere ulteriormente.

Gli eventi che facciamo in pratica uniscono i due aspetti di cui parlavo rispondendo alla prima domanda: community e training. Di solito li organizziamo per settore, geograficamente o per categoria. Perché lo scopo è trainare e, appunto, fare training.
Fissiamo degli appuntamenti con i professionisti, collaboriamo con vari brand e torniamo a casa avendo piantato il seme per i prossimi utenti.

Per ora ci siamo concentrati su Milano, ma nei prossimi tre mesi contiamo di portare questi incontri anche nel resto d’Italia.

Dalle auto agli spazi, gli orizzonti dello “sharing” non fanno altro che allargarsi. Tu cosa vedi come prossimo prodotto/servizio da condividere?

Secondo me questo fenomeno si sta muovendo più verso i servizi e le persone, che verso i prodotti. Ovvero tutti quei business ad “alto tasso di human capital” non possono che benificiare della condivisione degli spazi, delle idee e delle opportunità.

L’idea è nata all’insegna della flessibilità per tutti (imprenditori e lavoratori) e dell’innovazione, per cui mi aspetto di vedere qualcosa sempre più legato alle persone.

E voi? Avete mai utilizzato la piattaforma? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti!

3 Comments

  1. Violina says

    La uso quasi tutti i giorni sia per prendere ispirazioni per la mia nuova casa che per guardare bellissime immagini di interni… è difficile da spegnere 🙂

    Mi piace

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