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Coworking European Conference: Intervista a Jean-Yves Huwart

cweurope2014

Photo Credit coworking.nexodus.net

L’ 11, 12 e 13 Novembre si é tenuta a Milano la Coworking European Conference, un evento globale legato al mondo del coworking. Noi di What a Space crediamo molto in questa filosofia e la viviamo tutti i giorni. Abbiamo intervistato Jean-Yves Huwart, AD di Coworking Europe, per scoprire da dove sia nato tutto e cosa dobbiamo aspettarci dal futuro.

Qual è la storia di C.E.C.?

Abbiamo dato vita alla Coworking Europe Conference nel 2010. All’epoca ero un coworker di The Hub Brussels. Eravamo all’inizio del movimento, ma sentivamo che il coworking aveva tutte le carte in regola per diventare uno dei maggiori trend della nostra società e delle moderne economie digitali. Cinque anni dopo, le nostre intuizioni sono state confermate. Il coworking è diventato un “mega-trend” in tutto il mondo, con migliaia di spazi attivi.

Jean-Yves Huwart

Jean-Yves Huwart

Quali sono le novità di quest’anno?

Il ruolo del coworking all’interno dell’economia on demand è lampante. Grazie ad essa il mondo dei freelancer sta guadagnando terreno, rubandone un po’ alla grandi aziende e alimentando invece le piccole e medie imprese e le startup. Sono loro che alimentano l’economia al momento.

Il concetto di “coworkation” (coworking and vacation) è una delle novità più recenti: un modo diverso di lavorare dove i luoghi dedicati alla cultura, al turismo e allo sport diventano degli hotspot aperti alle attività di coworking, perfetti per chi lavora da remoto e per chi non vuole disconnettersi del tutto anche quando va in vacanza.

Infine credo che pian piano le grandi città si stiano trasformando anche in questo senso. Città come Londra, Milano, Amsterdam che vedono sempre più spazi nascere e crescere all’insegna del coworking, modificando anche la vita di tutti i giorni, rendendola più flessibile e a misura d’uomo.

Perchè avete scelto Milano?

Da dove ci troviamo, possiamo vedere in quali paesi la scena legata al coworking sia più dinamica. Negli ultimi anni, l’Italia è senz’altro stata una piacevole sorpresa in questo senso, con tanti nuovi player di successo. Toolbox, Talent Garden o il Cowo Network (solo per nominarne alcuni) sono di sicuro dei campioni del coworking, rinomati nella comunità europea. E in Italia, Milano è senza dubbio un hotspot del coworking. Aggiungo anche che Milano è stata una delle città pioniere in Europa nel lancio del “Coworking Voucher“, uno schema molto innovativo che sta ispirando altre località in Europa.

Puoi farmi qualche esempio di coworking famoso e perchè ha funzionato?

Ce ne sono così tanti… Grind, Bethaus, Remix, Club Workspace, WeWork, Hubba…

Quello che accomuna uno spazio di successo è la capacità di capire come generare valore per la comunità e per i suoi membri. Il coworking è prima di tutto una questione di esseri umani che interagiscono tra di loro per varie ragioni. Si tratta di ospitalità, empatia, community management, contenuti, intenzioni, collaborazioni, etc. I muri, il wifi, le sedie e i tavoli sono disponibili ovunque… Per questo serve qualcosa in più, qualcosa che convinca i membri a diventare parte attiva dello spazio.

Com’è il futuro del coworking?

Grande. L’esperienza del coworking diventerà un’abitudine che chiunque si aspetterà da un posto di lavoro o un ufficio perché, come abbiamo detto, grazie alla tecnologia le infrastrutture adesso sono una commodity. La funzione di un posto di lavoro cambierà: da contenitore diventare “attivatore sociale“.

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