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Urban Games Factory: Intervista a Matteo Uguzzoni

 

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Urban games Factory: da dove nasce, come e perché?

UGF è la sintesi di un lavoro che portiamo avanti da oltre 5 anni sul territorio italiano ed in particolare a Milano. Tra i vari progetti che abbiamo realizzato uno di particolare successo è stato Viaggio al Termine della Notte, un format californiano che si basa su una dinamica di guardie e ladri, ma portato in scala epica. Non è altro che un evento di una notte, in cui migliaia di persone corrono in giro per la città attraversando 6 checkpoint allestiti a tema.

Dopo averne organizzati un paio, ed aver visto altre esperienze in Europa che stavano facendo lo stesso ma con un modello di business ticket-based, abbiamo deciso di provare anche noi.
Abbiamo partecipato ad un bando Cariplo (Innovazione Culturale) ed abbiamo potuto iniziare le nostre attività.

Quali sfide avete incontrato (e quali opportunità) lavorando col digitale e all’insegna dell’innovazione?

Matteo Uguzzoni

Il digitale ci ha aiutato tanto a trovare i nostri clienti, abbiamo utilizzato Facebook per fare alcune campagne di acquisizione e-mail e poi abbiamo venduto direttamente via mail ai nostri giocatori. È stato molto interessante ed efficace, abbiamo imparato parecchie cose che utilizzeremo anche in futuro. Inoltre abbiamo avuto l’occasione di collaborare anche con WeMake, con cui abbiamo sviluppato alcuni giochi interattivi molto divertenti e “magici”.

Cosa c’è nel vostro orizzonte? Prossimi appuntamenti in cui sentiremo parlar di voi?

Dopo una nostra produzione (Codice Indaco, che abbiamo fatto a giugno 2015), ora stiamo facendo collaborazioni più contenute, un po’ perché ci siamo resi conto di non essere ancora pronti per realizzare un prodotto di alta qualità e dobbiamo farci le ossa, un po’ per allargare la nostra rete di collaborazioni e case studies.

Siamo appena tornati a casa dal Lucca Comics & Games, la fiera italiana (se non europea) più importante, dove abbiamo realizzato con la direzione creativa di Nicola Ciancio un labirinto/escape room che si chiamava Sanrio Lab, in cui si aveva la possibilità di entrare nella memoria dei personaggi Sanrio ed aiutarli a ricomporre i loro ricordi. Molto divertente, surreale, hanno giocato più di 2000 persone!

UrbanGamesFactory_LD (1)

Cosa offre secondo voi l’Italia in questo settore, che può avere un valore aggiunto?

Mmm, non credo l’Italia sia un mercato particolarmente favorevole, la cultura è abituata a nutrirsi di sovvenzioni pubbliche e per questo non si sono sviluppati grossi player che facciano entertainment culturale a livello industriale, che è proprio quello di cui avremmo bisogno in questo momento. Gli attori ci sono ma spesso sono specializzati sul B2B, che giustamente, ha dinamiche completamente diverse.

Milano è piena di luoghi abbandonati e di spazi residuali, che per i nostri giochi sono manna dal cielo, come anche l’indifferenza, che spesso ci permette di organizzare azioni senza essere notati.
L’Italia, invece, è piena di siti archeologici sottoutilizzati, chiusi la notte e con narrative lontane dalla giovani generazioni, il nostro sogno è poter organizzare lì, fantastiche avventure a tema storico, per emozionare e soprattutto far affezionare i nostri ragazzi al proprio territorio.

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