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The New Shopping: a metà strada tra il mouse e il mattone

Bobbi Brown Britomart concept store in Auckland, New Zealand in 2013.

Bobbi Brown Britomart concept store a Auckland, Nuova Zelanda nel 2013.

“Come mi sta??”

Quante volte, in una giornata di shopping in centro, abbiamo fatto questa domanda agli amici che pazientemente aspettano fuori dai camerini mentre a turno ci si prova qualcosa? L’adrenalina della caccia allo stivale perfetto, l’emozione di trovare l’ultimo esemplare della propria taglia nel bel mezzo dei saldi, la soddisfazione di uscire dal negozio con al braccio le buste piene di capi freschi di targhetta…

Al di là dei prodotti in sé che compriamo, il bello sta proprio nell’esperienza d’acquisto: un cocktail di sensazioni che includono le risate degli amici quando un paio di pantaloni non entrano proprio o un paio di occhiali ci catapultano negli anni ’70, lo stupore di fronte agli arredi di un negozio underground, e il piacere di toccare con le dita un maglione di lana di alpaca.

Tutte cose che facendo shopping online, spariscono. Ma non senza dei vantaggi, ovviamente: niente file, niente attese, magari un extra sconto, e la possibilità di leggere le recensioni di altri utenti che hanno già acquistato quel prodotto che hai messo nella barra dei preferiti del tuo browser.

The Beatles double-decker pop up shop in New York City

The Beatles double-decker pop up shop in New York City.

E gli esperti digitali più saggi, lo sanno. Non c’è niente di meglio della gratificazione istantanea che si prova nel passare dal guardare al possedere, nel tempo che ci vuole per andare dai camerini alla cassa.

Ma non siamo più negli anni ’90. Per questo la risposta adesso è una via di mezzo dai molteplici nomi: Temporary Store, Pop Up Shop e Shop Sharing.

Nel caso dei primi due, si tratta di apparire per le vie di una città in uno spazio dedicato per un determinato periodo di tempo, dando la possibilità alla gente di toccare con mano un prodotto che di solito potrebbero vedere solo in foto. Lo Shop Sharing invece è una formula ancora più innovativa: la condivisione di uno spazio commerciale già utilizzato da un altro brand. I vantaggi?

  • La possibilità di intercettare una clientela già esistente e di usufruire di uno spazio già allestito
  • L’opportunità di collaborare con altro personale e dividere gli oneri della gestione di un negozio
  • La convenienza di una spesa inferiore e meno impegnativa in quanto ad organizzazione

Sia i piccoli brand emergenti che i grandi marchi affermati che sono nati e cresciuti online possono beneficiare di una presenza fisica temporanea, effimera ma efficace nel consolidare la propria brand awareness, acquisire nuovi clienti e testare il mercato per nuovi prodotti.

Digital spray paint corner in the London Google Storefront - Photo credit by abcnews.com

Angolo dei graffiti digitali al London Google Storefront – Photo credit by abcnews.com

Se lo ha fatto persino Google, ci sarà un motivo. Il colosso del web ha infatti aperto il suo primo storefront a Londra nel 2015, integrando la possibilità di comprare i propri prodotti (telefoni Android, software, Google Fiber, Chromebooks e quant’altro) con varie aree di divertimento per gli utenti/consumatori. A chi non piacerebbe poter giocare con delle bombolette spray digitali per creare il proprio doodle? O fare dei viaggi virtuali in qualunque angolo del mondo solamente con un tablet e Google Maps?

Per cui udite, udite piccoli e grandi brand che vivete di web: scendete per strada e regalate ai vostri clienti (presenti e futuri) un’esperienza nuova, innovativa, sensoriale. What a Space può aiutarvi a trovare lo spazio perfetto per farlo, poi sarete voi a far nascere la magia che spesso si racchiude in un “…ti sta benissimo. Prendilo.”

E voi cosa ne pensate dei temporary store e dello shop sharing? Raccontatecelo nei commenti!

2 Comments

  1. andrea lecchi says

    Buongiorno! Sono Andrea pasticcere cuoco. Vorrei conoscere le varie possibilità sia come spazi sia per eventuali patner. Potrei conoscere indicativamente il costo di un temporary e di un share shop per valutare quale progetto valutare. Preferirei spazi in zona centro nord Milano. Grazie Serena giornata! A.

    Mi piace

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