B. UNCONVENTIONAL
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Intervista a Measurence: Sapere è Potere

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Qual é il sogno di ogni business che si rispetti? Crescere sempre di più. E lo strumento più utile per farlo al meglio? Le informazioni. Dati su dati che aiutino a capire come il mercato e i clienti vedono e trattano il proprio brand sono una risorsa inestimabile, ma ottenerli non è sempre facile.

A semplificare (e accellerare) le cose ci pensa Measurence, una startup italiana innovativa con cui collaboriamo e che permette ai retailer di accedere a tutte le metriche necessarie per conoscere il valore del proprio spazio e migliorare il proprio business. Queste vengono rilevate attraverso dei dispositivi hardware appositamente realizzati da Measurence e installati fisicamente all’interno degli spazi, mentre successivamente i dati vengono elaborati dalla piattaforma e ridistribuiti come informazioni attraverso la stessa.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro per raccontarvi meglio la loro storia.

Com’è nata l’idea di Measurence?
Il concept di Measurence è nato a New York nella primavera del 2013 dall’incontro di Elio e Federico, oggi rispettivamente CEO e CTO, nonché fondatori, della società. L’incontro avviene per mano di un amico comune, Alberto Galimberti, fondatore della startup Lovli. A quel tempo, Federico lavorava a New York nel reparto di sviluppo software dell’e-commerce Gilt.com, azienda nota non solo nel campo della moda ma anche per la spiccata innovazione tecnologica. Elio, invece, viveva a New York già da molti anni ed in particolare lavorava nel campo del retail advertisement per conto di negozi “fisici”. Dal loro incontro, è emerso chiaramente il divario esistente in termini di raccolta di dati ed analytics tra i negozi online, come Gilt.com, ed i negozi offline, su cui si basa il 90% dell’economia odierna. Col passare degli anni, i grandi e-commerce hanno potuto raccogliere, elaborare e interpretare efficacemente una quantità di dati enorme sui loro clienti, cosa che il commercio offline non è ancora in grado di fare. Elio e Federico hanno saputo cogliere il divario esistente tra il mondo del retail offline e quello online trasformando un problema complesso in un’autentica opportunità di business.

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Quanto ci è voluto per partire? Com’è stato il percorso fino ad oggi?
Elio e Federico hanno impiegato inizialmente qualche settimana per concettualizzare assieme l’idea di business. Successivamente, è seguita una fase di prototipazione del sensore e del servizio informatico, che è durata due o tre mesi ma il cui impegno era circoscritto ai soli weekend, in quanto Federico era ancora impiegato a Gilt.com. Nell’Ottobre 2013 però, Federico lascia Gilt e torna in Italia, dedicandosi a tempo pieno a questo nuovo progetto. La costituzione ufficiale dell’azienda avviene qualche mese dopo, nel Dicembre 2013 e, infine, a Febbraio 2014, la società assume il primo collaboratore. Da quel momento, lo sviluppo del prodotto subisce un’accelerazione ed il lancio ufficiale avviene nel Novembre 2014, alla conferenza LAUNCH tenutasi a San José in California. Come si può immaginare, non tutto è stato facile come può essere raccontarlo tramite i fatti. Ci sono stati momenti difficili, che però sono stati superati con la capacità, lo spirito e la determinazione che solo i migliori professionisti hanno.

Measurance adesso aiuta i retailers a raccogliere dati per prendere decisioni migliori rispetto al loro business.

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Nel vostro futuro vedete anche la possibilità di poter interagire con i consumers?
Attualmente non è un nostro obiettivo per il breve termine, ma non escludiamo che in futuro, il nostro servizio di analytics possa fornire dati, analisi, previsioni e suggerimenti in tempo reale utili a chiunque nei più disparati contesti e che, allo stesso tempo, questo colmi un’esigenza reale delle persone, che diventerebbero così dei veri e propri citizens analysts.

Quale credete sia la prossima tendenza del retail in Italia e nel mondo?
Dopo il boom delle grandi aziende dell’e-commerce registrato negli anni passati, ora si sta osservando un ritorno al luogo fisico, tuttavia il distacco tra l’esperienza di acquisto nei negozi fisici e quella nei negozi online non è così netto come può apparire in prima istanza. Noi crediamo che in futuro questa distinzione diventerà sempre più labile, fino a portare alla fusione dei due canali di vendita in un unico canale, dando vita al cosiddetto omni-channel retail.

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