SPAZI & PADRONI
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Success Story: intervista a Claudio Onorato di Spazio Orobia

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Nella rubrica Spazi e Padroni, raccontiamo cosa succede all’interno dei nostri spazi. In questo caso parliamo di un vero e proprio Big di What a Space.
Durante il Salone del Mobile 2016 c’è stato un evento di cui tutti avrete sentito parlare: The Nature of Motion, un ambizioso progetto di Nike che ha invitato dieci designer contemporanei a esplorare il tema del movimento attraverso diversi mezzi.
Tutto questo è stato realizzato in una location unconventional e all’avanguardia: Orobia. Abbiamo fatto due chiacchiere con il gestore, Claudio Onorato.

IMG_5969Claudio, che cosa comporta per uno spazio ospitare un evento di questa portata?
Questo è stato uno degli eventi più grandi che abbiamo avuto il piacere di accogliere. Per un mese nell’hangar è sorto un vero e proprio “villaggio globale”, con operai e artigiani di provenienza europea. Un lavoro di allestimento quotidiano, che iniziava il mattina e finiva la notte, un immenso cantiere, con gru, camion e ruspe che andavano avanti e indietro per la location.
Il concept dell’evento è nato qualche anno fa a New York, gli ideatori cercavano nella città di Milano una location molto particolare, e l’Ex fabbrica Orobia ha colto perfettamente lo spirito di ciò che volevano fare.
Devo dire che gli allestitori (e lo spazio!) hanno retto molto bene. Si è lavorato in modo dinamico e intelligente tenendo sempre sotto controllo lo stress,  in un clima di grande fermento e curiosità per ciò che si stava creando e che stava prendendo forma.

Hai qualche retroscena o qualche “chicca” riguardante l’evento che ci vuoi raccontare?
La cosa più affascinante è stata sicuramente l’enorme parete curva realizzata con scatole di scarpe che ha ritagliato lo spazio: sono state assemblate, impilate e riempite di polistirolo ignifugo ben 180.000 scatole. Questi “muri” raggiungevano anche i cinque metri di altezza. Ho assistito ad un fatto davvero curioso: per due volte gli artigiani hanno dovuto buttare giù una parte della parete appena costruita perché non tornavano esattamente le misure! Questo particolare e puntiglioso lavoro è durato otto giorni.  Più di 50 persone  scaricavano dai bilici le scatole appiattite, le aprivano una alla volta, le riempivano e infine le montavano. Ci tengo anche a segnalare che alla fine dell’evento le scatole sono state completamente smontate ed il polistirolo è stato interamente raccolto, per poter così recuperare e riciclare il tutto.

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Lo spazio è una ex fabbrica, raccontaci un po’ la sua storia.
Forse non tutti sanno che questo spazio è un luogo che nasce nella città e che conserva al suo interno un vero e proprio bosco! E’ da un ventennio che vengono piantate essenze verdi, campioni di biodiversità, vegetazione che viene lasciata quanto più possibile allo stato naturale.
Ogni tanto vengono a riposarsi le civette e le anatre selvatiche. Lo spazio Ex Fabbrica Orobia negli anni cinquanta era adibita allo stoccaggio di ferro pesante, e anche per questo sorge su un rialzo realizzato in cemento armato. Il pavimento può sopportare qualunque peso (questo ad esempio ha permesso lo svolgimento di un evento come The Nature of Motion). Successivamente, negli anni Sessanta e Settanta l’hangar è stato utilizzato per stoccare prodotti vari, successivamente come cella frigorifera e infine come deposito di una fabbrica di lampadine, attività durata una trentina d’anni. Entravano perfino i treni dalla vicina stazione di Porta Vittoria, ci sono ancora i binari!
I lavori per renderla come la vedete adesso sono iniziati circa un anno e mezzo fa, con la realizzazione di 14 bagni. Nella ristrutturazione siamo stati molto attenti al riuso dei materiali: ad esempio le sculture che vedete dentro lo spazio sono state realizzate con le travi e i travetti del tetto… insomma  “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”!

Come vive uno spazio come questo durante l’anno? Quali sono gli eventi che lo animano?
Orobia15_edit_04_SLo spazio è gestito da me e da Riccardo Maresca, e viene affittato generalmente per grandi eventi. Spesso questi ultimi sono legati al mondo della moda, perché  lo spazio, che include un hangar di 2000 metri quadri, ha tutte le caratteristiche che lo rendono perfetto per shooting e sfilate. C’è un’atmosfera molto particolare, che rimanda in parte agli anni Cinquanta, un fascino raro, insolito a Milano. Ci piace inoltre lavorare con galleristi artisti e curatori di mostre d’arte: io stesso lavoro nel mondo dell’arte a 360° e ho il laboratorio a lato dell’entrata.

Come influisce What a Space sull’attività dello spazio?
Con What a Space lavoriamo molto bene, penso che sia un servizio davvero rivoluzionario, l’ unico di questo tipo! Un vantaggio che vedo in voi è che date molto valore alla costruzione di un rapporto di fiducia con i vostri Space Owner, e questo è molto importante. In più siete giovani e smart, in un mercato che normalmente ha ancora delle logiche piuttosto “antiche”, e questo è davvero un grande vantaggio.
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Lo spazio Orobia, e tanti altri hangar dal fascino industriale, sono su What a Space. Non lasciatevi sfuggire l’occasione di realizzare un evento unico, scoprite questi tesori nascosti!

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