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6 tendenze per il Retail nel 2017

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Buon Anno! Secondo il Total Retail Survey della PWC, nel 2016 il 32% degli intervistati (23.000 consumatori il 25 paesi) ha detto di ritenere importante la possibilità di poter controllare gli articoli anche online mentre si trovano dentro uno store. Il 91% inoltre ha detto di far parte di un programma di fedeltà, mentre l’esperienza in store – insieme al prezzo – rimane il maggior influencer del processo d’acquisto.

E’ facile quindi capire come il mondo del retail si presti a crescere sempre di più come un processo che va oltre il semplice shopping, ma un misto di innovazione, tecnologia e customer care stellare.

Ma scopriamo cosa c’è sull’agenda del mondo del retail per quest’anno appena iniziato.

Offrire esperienze
Fino a qualche anno fa non era strano sentir dire il giro che la morte dei negozi fisici era vicina. Il 2016 ha provato che non è affatto così, dato che molti grandi brand come Amazon o Google hanno incrementato i loro investimenti nel retail. Il motivo per cui i negozi sopravvivono è molto semplice: il contatto umano. Che si tratti di ottimi brand ambassadors o di personal shopper disponibili al momento, le possibilità sono tante e tutte pensate per far sentire il cliente a casa.

Creare delle comunità
Abbiamo visto e sentito tante volte di negozi che offrono angoli caffé, cocktail bar, librerie o dei piccoli palchi per la musica live, tutti pensati per trattenere i clienti più a lungo. Questa tendenza non accennerà a diminuire, mentre i brand lavorano sempre di più per creare delle vere e proprie comunità o punti di raccolta culturali. E le possibilità sono infinite: corsi di fitness, proiezioni cinematografiche, workshop e tanto altro! Mai come adesso il focus non sarà più esclusivamente sul prodotto, ma sul brand al 100%.

Muji Store

Avere sempre una missione
I consumatori sono sempre più informati ed esigenti, per cui vogliono sapere da dove arrivano i prodotti che comprano, chi li fa e cosa ci sta dietro. Vogliono associarsi a dei brand che mandino un messaggio positivo e che s’impegnino per delle cause umanitarie e/o internazionali. Patagonia ad esempio, ha basato molta della sua strategia sulla trasparenza dei costi e sul rispetto dei loro valori aziendali. Non si tratta più di amare un prodotto, ma di appoggiare un intero brand, cosa che nel 2017 vedrà molti marchi impegnati per riuscirci.

Fare anche una sola cosa, ma farla bene
Ora che internet è ormai diventato un universo di facile accesso in ogni momento e da ogni luogo, i consumatori sono tornati alla basi: cose semplici, dedicate, selezionate, speciali. Qualcosa che si differenzi da tutto il resto. Per questo i brand più all’avanguardia hanno già pensato a migliorare le loro risorse umane, la qualità e anche i prezzi. Inoltre, farsi notare per una cosa in particolare è più efficace che farsi notare in generale, per cui ‘specializzarsi’ sarà una delle parole chiavi di quest’anno.

Shoe Store

Unire online e offline
Se non lo erano già, lo saranno sicuramente adesso. Online e offline non possono più esistere separatamente, visto che grazie a fenomeni come lo showrooming o il ROPO le due esperienze si completano a vicenda incrementando le vendite per i brand e migliorando la soddisfazione per i consumatori. Pensate alla Apple: un impero tecnologico dove l’80% delle vendite online è preceduta da una visita in un negozio fisico.

Un altro elemento da tenere d’occhio nel 2017 sarà il mobile. Al Google Think Retail event del 2016, Jonathan Alferness (Vice Presidente del Product Management), ha detto che “[Il Mobile] è la più grande opportunità per i retailer, e sta trasformando il retail più velocemente di qualsiasi altra industria”. Se consideriamo che secondo TechCrunch per quest’anno sono previsti €60 miliardi in pagamenti mobile, appare inevitabile come questo sarà sicuramente parte delle strategie marketing di molti brand.

Digital spray paint corner in the London Google Storefront - Photo credit by abcnews.com

Puntare sui pop up shop
Su Vogue quest’anno abbiamo letto: “New York sembrava un grande gioco di pop up shop con brand da Glossier a Google impegnate nell’apertura di temporary store creati ad hoc”. Sorpresi? Abbiamo parlato tantissime volte dei benefici legati all’apertura di un pop up shop, e questo perchè ad esso si possono collegare tantissime iniziative di marketing: sponsorship, storytelling… i modi sono molteplici e i risultati garantiti.

Che dite, siete ispirati? Noi sicuramente sì. Sarà un anno pieno di appuntamenti da non perdere, primo fra tutti il Salone del Mobile 2017.

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