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7 ottime ragioni per lanciare il tuo primo temporary store

Se siete un eCommerce, fa parte del vostro DNA pensare che possa essere troppo rischioso (e costoso) provare a vendere offline. Ma se vi dicessimo che state volutamente ignorando un mercato che, secondo Storefront, si aggira intorno agli 80 miliardi di dollari annui?

Pensateci: il temporary retail non solo permette di scegliere e utilizzare tantissime location differenti, ma anche di raggiungere una serie di obiettivi diversi in base a quello che vi interessa di più consolidare (clientela, reputazione, vendite etc.). Perciò anche se la cosa vi fa un po’ paura, ecco 7 buone ragioni per cui dovreste ingoiarla e lanciarvi a capofitto nel vostro prossimo temporary store.

1.  Testare il flusso di cassa

Dato che i costi per aprire un temporary store sono significativamente più contenuti di quelli necessari per aprire un negozio fisso, questa opzione vi permette di aggiungere dei guadagni che, se avete fatto i compiti, potrebbero essere sostanziosi. Il tutto senza dovervi sottrarre le spese o aggiungere i rischi legati ad uno store a lungo termine.

Il brand di abiti da uomo su misura “Indochino” (fondato in Canada nel 2007) ad esempio, ha lanciato un travelling tailor tour, permettendo agli uomini di farsi prendere le misure e poi ordinare e ricevere l’abito online.

2. Coinvolgere gli utenti online

Lo sappiamo: per molti l’idea di fare shopping online è comoda ma ha un unico difetto, quello di non poter provare i capi prima di comprarli. Non a caso secondo Accenture il 78% dei consumatori fa “webrooming”, ovvero guarda online ma compra offline.

Alcuni brand hanno provato a spedire i capi a casa ai loro clienti prima che li comprassero (come Warby Parker) ma aprire un temporary store potrebbe essere molto più economico.

3. Creare una “esclusività di massa”

Sentite qua: negli ultimi anni, solo negli Stati Uniti, il numero di persone che hanno usato il proprio smartphone per fare “showrooming” guardare offline, comprare online) si è aggirato intorno ai 60 milioni. Ma – un pop up store genera una reazione diversa: entrandoci, il pensiero che gli elementi che si trovano li presto spariranno e che non sarà più possibile comprarli genera nel consumatore la voglia di comprare.

Tutto ciò funziona ancora meglio se gli si associa una promozione o si tratta di un articolo davvero particolare!

4. Sfruttare i periodi migliori

Questo sembra quasi ovvio, e per ovvie ragioni: ci sono specifici periodi dell’anno in cui i consumatori sono particolarmente propensi a comprare. Dai periodi dedicati ai saldi alle festività come il Natale (o ad esempio il Thanksgiving negli Stati Uniti), i negozi sfruttano questi momenti per lanciare nuovi prodotti, offrire delle promozioni, fidelizzare la loro clientela. Il segreto sta nel dare ai clienti quello che vogliono quando lo vogliono.

5. Guadagnare nuovi clienti

Se il vostro prodotto ha una storia particolare, un pop up shop è il luogo giusto per raccontarla. Non solo vendendo, ma spiegando come funziona, da dove viene, a cosa serve esattamente e perchè i vostri clienti dovrebbero usarlo. Se vi vengono in mente le antiche dimostrazioni commerciali delle fiere negli anni 50, avete un po’ ragione: il concetto è simile ma la realizzazione completamente diversa.

Se prima si trattava di dimostrare, adesso si tratta di coinvolgere, regalando un’esperienza diversa e memorabile a chiunque varchi la soglia del vostro temporary store.

6. Creare brand awareness

Con tutta la competizione che c’è, distinguersi fra la folla è sicuramente una sfida – sia che si tratti di guadagnare posizioni sui motori di ricerca o di generare engagement sui social media. Il rimedio? Oltrepassare i confini del web e farsi conoscere dal vivo, grazie ad un temporary store. In questo modo potrete avere accesso a molte persone che potrebbero non avervi mai sentiti nominare, o che non vi avrebbero trovato altrimenti perché non sono soliti navigare molto su internet.

Una tecnica usata spesso da grandi brand è quella di sostituire un pagamento monetario con un pagamento “social”: un prodotto in cambio di un’azione digitale come lanciare un tweet o scrivere un post su Instagram. Lo ha fatto recentemente Marc Jacobs per promuovere il profumo Daisy, ad esempio.

7. Liberare il magazzino

Infine, un motivo pratico è sempre un buon motivo: aprire un temporary store può essere un ottimo modo per smaltire i pezzi rimasti invenduti in magazzino. Potrà non essere l’iniziativa più entusiasmante, ma di sicuro rappresenta una motivazione significativa. Spesso ciò che vende online può non vendere offline e viceversa, per cui quale miglior occasione per sfruttare entrambi i mondi al meglio?

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