Autore: Chiara Nanni

5 tendenze “in incognito” nel mondo del retail

A chi non piace fare qualche predizione? “Scommettiamo che…” è una frase che ci piace dire per gioco, ad una festa, quando ci troviamo fra amici… ma la verità è che ad indovinare il futuro ci provano tutti, e quando si tratta di prevedere cosa accadrà nel mondo del business, il gioco si fa interessante. All’inizio dell’anno vi abbiamo parlato di sei tendenze del mondo del retail che vedremo consolidarsi nel corso del 2017, e adesso ne abbiamo altre cinque da proporvi che forse non vi aspettereste, suggerite dai maggiori esperti nel mondo del retail business. Avanti gli Uomini Potrebbe sembrare strano, ma gli uomini stanno già spendendo il 13% in più rispetto alle donne, facendo prevedere che il mercato dell’abbigliamento maschile crescerà di un ulteriore 8,3% nel prossimo anno (secondo un rapporto Ogilvy del 2016). Ebbene signore, è tutto vero: gli uomini spendono 1,5 volte più di noi! Questo significa che presto vedremo i retailer concentrarsi in particolar modo sul menswear, ripianificando le loro strategie di marketing per non farsi scappare questa opportunità. Personalmente …

Il retail è pronto per la Realtà Aumentata

Qualcuno di voi starà pensando “Non è possibile”, mentre altri avranno esclamato “Era ora!”. In questi e anche in altri casi, le cose stanno così: il retail non accenna a rallentare la sua corsa per l’innovazione, inseguendo sia le tendenze che il futuro, ed arrivando persino ad includere ciò che fino a poco tempo fa era dominio dei soli film di fantascienza: le cosiddette AR e VR, ovvero Augmented Reality e Virtual Reality. La prima si definisce tecnicamente come “l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi” mentre la seconda implica una realtà simulata attraverso tecnologie dedicate, diversa da quella che percepiamo tutti giorni. Ma cosa c’entra tutto questo con il retail? Queste due tecnologie danno ai retailers l’opportunità di trasformare letteralmente il modo in cui le persone fanno shopping. Come? Immaginate di poter provare una maglietta senza dover andare fisicamente in negozio, o di comprare un mobile senza pensarci due volte perchè avete potuto testarlo virtualmente a casa vostra. Perchè? I maggiori vantaggi …

Intervista a 3D Italy: è arrivato il tempo dei makers

Avete presente le stampanti 3D? Certo che sì. Ma quando ancora non ci pensava nessuno, e nessuno credeva che potessero influenzare interi settori di mercato dando vita ad una nuova generazione di “makers” (creatori di cose) loro ci hanno scommesso. Sono le menti dietro a 3D Italy, il primo negozio italiano per la stampa in 3D. Offrendo inoltre anche servizi di vendita di stampanti, scanner 3D, filamenti, servizio di modellazione, corsi sulla stampa 3d ed eventi, lo store è un vero e proprio maker space. In occasione del Salone del Mobile 3D Italy ha utilizzato un bellissimo spazio disponibile su What a Space. Abbiamo intervistato Antonio Alliva, cofounder e CMO di 3D Italy, per capire come nasce – e come si fa crescere – un’idea geniale. Com’è nata l’idea di 3D Italy? Dov’eravate, cosa facevate, come avete messo in moto gli ingranaggi? 3DiTALY è nata a Roma nel 2013 ed è stata il primo 3D printing Store in Italia. Nasce da un vero è proprio bisogno. All’inizio eravamo un agenzia di comunicazione e quando abbiamo scoperto il …

5 tendenze retail per il 2016

Il 2015 è stato un anno positivo per il retail: ad Agosto il mercato delle vendite è salito di 1.3% rispetto al 2014, promettendo un’ulteriore crescita anche per l’anno appena iniziato. Ma non senza un cambiamento (già in corso) verso un’integrazione sempre più solida tra vecchie e nuove abitudini dei consumatori. Primo fra tutti il digital, che partendo dall’e-commerce e giungendo fino alle nuove tecnologie come i beacon o i QR code hanno reso lo shopping una vera e propria esperienza sensoriale. Cosa dobbiamo quindi aspettarci per i prossimi 12 mesi? Ecco alcune tendenze che sicuramente vedremo crescere quest’anno nel mondo del retail. 1. Internet delle cose Ne avete già sentito parlare? Si tratta di un network di oggetti elettronici dotati di sensori, software e connettività bluetooth o wifi per raccogliere dati e scambiarli fra di loro. Lo scopo? Capire cosa fanno i consumatori all’interno di un negozio, scoprire quali prodotti li attraggono di più e adattare l’offerta in store di conseguenza. I beacon (dispositivi bluetooth) ad esempio, posti all’ingresso di un negozio permettono di inviare delle notifiche …

The New Shopping: a metà strada tra il mouse e il mattone

“Come mi sta??” Quante volte, in una giornata di shopping in centro, abbiamo fatto questa domanda agli amici che pazientemente aspettano fuori dai camerini mentre a turno ci si prova qualcosa? L’adrenalina della caccia allo stivale perfetto, l’emozione di trovare l’ultimo esemplare della propria taglia nel bel mezzo dei saldi, la soddisfazione di uscire dal negozio con al braccio le buste piene di capi freschi di targhetta… Al di là dei prodotti in sé che compriamo, il bello sta proprio nell’esperienza d’acquisto: un cocktail di sensazioni che includono le risate degli amici quando un paio di pantaloni non entrano proprio o un paio di occhiali ci catapultano negli anni ’70, lo stupore di fronte agli arredi di un negozio underground, e il piacere di toccare con le dita un maglione di lana di alpaca. Tutte cose che facendo shopping online, spariscono. Ma non senza dei vantaggi, ovviamente: niente file, niente attese, magari un extra sconto, e la possibilità di leggere le recensioni di altri utenti che hanno già acquistato quel prodotto che hai messo nella barra …

Urban Games Factory: Intervista a Matteo Uguzzoni

  Urban games Factory: da dove nasce, come e perché? UGF è la sintesi di un lavoro che portiamo avanti da oltre 5 anni sul territorio italiano ed in particolare a Milano. Tra i vari progetti che abbiamo realizzato uno di particolare successo è stato Viaggio al Termine della Notte, un format californiano che si basa su una dinamica di guardie e ladri, ma portato in scala epica. Non è altro che un evento di una notte, in cui migliaia di persone corrono in giro per la città attraversando 6 checkpoint allestiti a tema. Dopo averne organizzati un paio, ed aver visto altre esperienze in Europa che stavano facendo lo stesso ma con un modello di business ticket-based, abbiamo deciso di provare anche noi. Abbiamo partecipato ad un bando Cariplo (Innovazione Culturale) ed abbiamo potuto iniziare le nostre attività. Quali sfide avete incontrato (e quali opportunità) lavorando col digitale e all’insegna dell’innovazione? Il digitale ci ha aiutato tanto a trovare i nostri clienti, abbiamo utilizzato Facebook per fare alcune campagne di acquisizione e-mail e poi abbiamo venduto direttamente via …

Let’s Weed: la cannabis terapeutica va online

Il dibattito nazionale, internazionale e – sembra quasi – universale sulla Cannabis utilizzata per fini terapeutici procede: tra alti e bassi, leggi e comizi, petizioni e proteste, la situazione è ancora piuttosto incerta. In Italia, in varie fasi a partire dal 2007, l’uso terapeutico del principio attivo della cannabis (il THC) è stato inserito nelle tabelle del ministero della Sanità, per cui ad oggi è consentito, anche se naviga ancora in un mare burocratico e logistico di notevole entità. Una notizia fresca fresca è che è stato da poco approvato uno schema di decreto del Ministero della Salute, per il quale l’Italia sta per raggiungere Canada, Regno Unito, Olanda, Danimarca e Israele tra i paesi produttori, ovvero gli Stati censiti dall’International Narcotics Control Board (dati 2013 pubblicati nel 2015). Per cercare di ovviare a questo problema e prendere in mano le redini della situazione, Antonio Pierri e Stefano Rosato si sono inventati Letsweed.com: una piattaforma web che riunisce, aggrega ed interconnette tutti coloro che fanno uso di Cannabis per fini terapeutici, i medici che la prescrivono, le farmacie che la …

Il Collettivo BUNCH e l’architettura dell’Esigenza

‘Costruire un network non convenzionale di umani collaborativi’. E’ questo che si legge, tra poche altre parole, nella homepage del sito del Collettivo Bunch, un gruppo di architetti con sede a Milano e con un approccio un po’ diverso al mondo dell’architettura di oggi. Ho fatto due chiacchiere con Giano Donati (46 anni, originario di Crema) che, insieme a Daniele Brandolino, Stefano Calchi Novati e Angelo Fiore, forma una squadra di architetti da lui meglio definita come un ‘generatore di processi‘. Come funziona BUNCH? Oggi fare architettura non dipende esclusivamente dalla ricezione statica di istruzioni, brief, o linee guida. Sempre più spesso non ci si trova più ad intervenire per dare risposte a domande già formulate, per il semplice fatto che mancano le domande. Ma le esigenze che le generano restano presenti, per cui noi lavoriamo sulla formazione delle domande, sulla costruzione del punto di partenza. Aiutiamo i soggetti con un’esigenza latente o conclamata ad inquadrarla, a definirla e rappresentarla. Il primo obiettivo è darle una voce, creare il processo che porti a quel primo risultato. Una volta fatto questo, …

Pop Up Dining: quando il cibo ti segue

  Fame? Quante volte di punto in bianco lo stomaco comincia a gorgogliare, mentre siamo in giro e con tutt’altro da fare che sederci a mangiare da qualche parte? Già. Il fatto è che siamo ormai abituati alla religione del “tutto e subito”, e non è nemmeno (del tutto) colpa nostra. La tecnologia accelera e accorcia, eliminando distanze e creando aspettative. Ma torniamo alla fame. Per soddisfare le esigenze degli stomachi più vivaci e curiosi, sono nati i Food Trucks: letteralmente dei camioncini riadattati a mini-ristoranti mobili. Ma non finisce qui: il Pop Up Dining è molto utile anche per chi ci sta dietro, dando un’opportunità a giovani chef di farsi conoscere, o a chef stanchi dei ritmi di un ristorante tradizionale di reinventarsi. Godendo di ruote, i food truck possono spostarsi in base a dove, quando e come i loro clienti preferiscono mangiare. Di recente il sito The Daily Meal ha redatto una classifica dei 101 Migliori Food Trucks d’America, sottolineando l’incredibile varietà di cibo offerta e la sorprendente creatività di questi chef viaggianti nel …

Quando il pop up shop diventa green (e grande)

Il 21mo secolo è ancora cucciolo, ma già pieno di sfide. Figlio del precedente, pieno di rivoluzioni (in primis quella tecnologica), corre alla velocità della luce tra innovazione, progresso e problemi semi-nuovi che richiedono soluzioni semi-rivoluzionarie. La tendenza “Go Green” che, tra applausi e polemiche, è ormai diffusa un po’ dappertutto ha raggiunto anche i temporary store, rivelandosi la più che benvenuta. E’ ciò che è successo a Krieau, vicino Vienna, con l’apertura di StadtBiotop, aka il primo centro commerciale green. Non è la prima volta che si vede una cosa del genere: il Boxpark di Londra e il Frau Gerolds Garten di Zurigo sono infatti stati d’ispirazione per questo centro commerciale sorto su un’area cantiere al momento abbandonata e composto per lo più da vecchi container riadattati. Come ogni altro centro commerciale, StadtBiotop offre una ricca selezione di negozi di design, ristoranti, caffè e – ovviamente – un mercato di prodotti bio. In 15 container assemblati gli uni accanto agli altri (orizzontali, verticali o sollevati) giovani designer e brand famosi vendono i loro prodotti, immersi in un’atmosfera …