Autore: What a Space

7 ottime ragioni per lanciare il tuo primo temporary store

Se siete un eCommerce, fa parte del vostro DNA pensare che possa essere troppo rischioso (e costoso) provare a vendere offline. Ma se vi dicessimo che state volutamente ignorando un mercato che, secondo Storefront, si aggira intorno agli 80 miliardi di dollari annui? Pensateci: il temporary retail non solo permette di scegliere e utilizzare tantissime location differenti, ma anche di raggiungere una serie di obiettivi diversi in base a quello che vi interessa di più consolidare (clientela, reputazione, vendite etc.). Perciò anche se la cosa vi fa un po’ paura, ecco 7 buone ragioni per cui dovreste ingoiarla e lanciarvi a capofitto nel vostro prossimo temporary store. 1.  Testare il flusso di cassa Dato che i costi per aprire un temporary store sono significativamente più contenuti di quelli necessari per aprire un negozio fisso, questa opzione vi permette di aggiungere dei guadagni che, se avete fatto i compiti, potrebbero essere sostanziosi. Il tutto senza dovervi sottrarre le spese o aggiungere i rischi legati ad uno store a lungo termine. Il brand di abiti da uomo …

Perché l’acquisto d’impulso è oro per i retailers

A chi non è mai capitato? Un acquisto non programmato fatto d’impulso passando davanti ad una vetrina, che ha catturato la nostra attenzione tanto da spingerci ad entrare ed uscire con qualcosa che non pensavamo nemmeno di volere. Oppure una cosa comprata mentre il nostro intento era di comprarne un’altra, un’aggiunta dell’ultimo minuto alla quale per qualche strana ragione non siamo riusciti ad evitare. In realtà, questo fenomeno è quasi sempre frutto di un’attenta e ben studiata strategia di marketing. E’ dal 1950 infatti che i commercianti dei negozi piazzano determinati tipi di prodotti vicino alle casse dei negozi, piccoli, poco cari e di solito di uso giornaliero (avete presente le calze di H&M?). Con gli eCommerce che continuano la loro marcia alla conquista del mondo, molti retailers tradizionali cominciano a chiedersi se questo tipo di acquisti cominceranno a diminuire, ma possono stare tranquilli: non è così. Soprattutto perché i negozi fisici hanno ancora un vantaggio rispetto a quelli online quando si tratta di controllare l’esperienza di shopping. Abbiamo parlato di recente del fenomeno F.O.M.O. (Fear …

JohnKyril: dalla Francia a Milano con stile [intervista]

Cuoio, linee intramontabili e una costante ricerca dell’eccellenza. Sono questi gli ingredienti fondamentali del successo di JohnKyril, il marchio francese fondato da Giuseppe Prestipino, originario di Lampedusa. Il 5 Maggio il brand ospiterà un evento temporary in centro a Milano, per cui nell’attesa abbiamo intervistato il fondatore per scoprire di più sulla sua storia. Come, dove e perchè è nato JohnKyril? “Il marchio JohnKyril nasce nel 2013, grazie all’ incontro con il Réseau du Bellay, un gruppo di circa sedici aziende, tutte situate nella zona dei castelli della Loira in Francia, e che producono per diversi marchi tra cui Chanel, Longchamp ed Hermès. Tramite questo gruppo e grazie alla voglia che avevo da tempo di fare qualcosa nel campo della moda, ho avuto la possibilità di introdurmi in questo mondo. Ho cominciato ad informarmi, a fare qualche disegno e soprattutto ad andare di persona in diverse concerie per conoscere e scoprire tutto ciò che gira intorno al mondo della pelle.” E poi? “Ad un certo punto ho realizzato i primi disegni di una shopping bag, ai quali è susseguito uno studio …

Fuorisalone 2017: arrivano i colletti di design di Barbara Montagnoli

E’ cominciata la Design Week 2017 e con essa il Fuorisalone, uno degli eventi più attesi dell’anno che riunisce a Milano il meglio del meglio del mondo e degli amanti del design. Tra questi c’è l’Atelier di Barbara Montagnoli, che per l’occasione presenta la sua Colletteria aprendo un temporary nella Bottega Storica Lagori Montenapoleone in Via Gerolamo Morone 3. L’Atelier rappresenta un linguaggio di stile costruito sul concetto di slow fashion in antitesi all’ormai dilagante fast fashion, nel rispetto delle regole per la confezione sartoriale, ridisegnando i canoni in chiave contemporanea. Per questo abbiamo intervistato la stilista in persona per saperne di più. Come, dove e perchè nasce l’Atelier? L’Atelier è nato circa 15 anni fa, e negli ultimi due anni mi sono dedicata con le altre socie a ristrutturarlo in chiave più contemporanea. Io vengo da una famiglia che si occupa di sartoria da sempre, mio padre era un modellista, per cui mi piace sempre dire che “sono nata sul tavolo da taglio”. Ultimamente abbiamo deciso di esplorare e occuparci di cose diverse – ci piace …

‘Pleasure 4 You’ apre un temporary store a Milano [intervista]

Signore e signori, è arrivata la rivoluzione nel mondo dei sex toys. Se siete degli intenditori o se non ne avete mai usato uno, una cosa la dovete fare: andare sul sexy shop online Pleasure 4 You. Nato dalle menti della web agency Deva Connection (fondata a Roma nel 2013) specializzata in interconnessione mobile, il sito vuole cambiare il modo di concepire i sex toys, offrendo una grande varietà di prodotti di alta qualità. In occasione della Design Week 2017, Pleasure 4 You sarà a Milano con un temporary store d’eccezione in Corso Garibaldi 60. Per saperne di più e scoprire com’è nata e come funziona questa meraviglia abbiamo intervistato il COO di Deva Connection e ideatore del progetto Marco Acquati. Come e quando è nata Pleasure for You? “Questo progetto è nato da una stretta collaborazione con un grosso player di questo mercato a livello europeo, il più grande in Italia, con cui siamo amici da molto tempo. Unendo il nostro know how come agenzia digitale e il loro bacino d’utenza abbiamo deciso di lanciarci in questa avventura, …

POLI.Design Milano: parte a Maggio la IV edizione del corso in Temporary Retail

Noi lo ripetiamo da sempre: il temporary è qui per restare! Sembra un ossimoro, ma in realtà questo fenomeno ormai mondiale non accenna a rallentare la sua ascesa come uno dei metodi più efficaci di fare retail. La pensano allo stesso modo al POLI.design del Politecnico di Milano, che lancia la IV edizione del Corso in Temporary Shop & Retail Design in collaborazione con Assotemporary, e di cui What a Space è fiera di essere partner tecnico. Evoluzione delle 7 edizioni di “Temporary Space & Ehibition Design” e “Temporary Shop Design”, il corso ha (come nelle precedenti edizioni) il patrocinio di AIPi Associazione Italiana Progettisti d’Interni. A conferma poi della concretezza dei progetti sviluppati in aula, nell’edizione 2016 ASUS ha lanciato, in qualità di sponsor d’eccezione, un brief per l’ideazione di un nuovo concetto di shop in shop, individuando a fine percorso un progetto vincente. Durante il Corso (della durata di 120 ore totali) si indagherà sulle nuove dinamiche di design, trends e comunicazione che influenzano il mondo dei temporary shop, pop-up store e “shop in shop”, saranno esplorate le indicazioni provenienti …

Retail: la strategia omnichannel è la strada de seguire

Se non sapete di cosa stiamo parlando, state tranquilli: non lo sa quasi nessuno. Volendo cercare sul web la definizione di “Retail Omnichannel” se ne trovano parecchie. Google lo definisce come un modo per assicurasi che le strategie di marketing di un brand permettano al consumatore di trovarlo su ogni canale. Per Hubspot invece si tratta della capacità di regalare una user experience attraverso più canali, considerando i vari device con cui i consumatori interagiscono con un dato brand. In pratica si tratta di estendere la propria strategia di marketing, i propri canali di vendita e le proprie risorse attraverso più canali digitali e non. Online e offline. Premesso che questo tipo di strategia non è sempre accessibile a tutti (una startup o un eCommerce agli inizi probabilmente non hanno le risorse per fare tutto e subito), c’è da dire che se la si vuole adottare, bisogna farlo bene per non cadere nell’approssimazione. Tra il 2010 e il 2015 in Italia abbiamo visto un incremento medio delle vendite online del 15%,  salito al 18% nel 2016 …

Perchè i Brand Ambassador sono più efficaci di qualunque pubblicità

Di sicuro questo termine vi suona familiare, o magari vi calza anche a pennello perché sareste perfetti per questo ruolo, oppure lo siete già. Con una storia che ci riporta indietro addirittura al 1870, quando alcuni grandi aziende dell’epoca cominciavano a distribuire quelli che oggi chiamiamo “prodotti brandizzati”, i Brand Ambassador possono essere definiti la naturale evoluzione di quel processo commerciale che ha visto nascere il brand management per mano di compagnie come Procter & Gamble, General Foods o Unilever dopo la Grande Depressione del ’29. Se state pensando a nomi come Kim Kardashian o Justin Bieber avete ragione, anche loro sono (o sono stati) ambasciatori di grossi brand, ma qui vogliamo parlare di un altro tipo di brand ambassador, uno meno famoso ma a volte anche più efficace. Le persone, i consumatori, si fidano di altri consumatori. Pensate a TripAdvisor: ormai non si entra quasi più in un ristorante che non si conosce senza aver prima dato un’occhiata alle recensioni di chi ci è già stato. Lo stesso vale (anche se in minor misura) …

F.O.M.O. (Fear of Missing Out): solo ansia social o anche opportunità?

No, non è il nome di un nuovo rapper o dell’eyeliner che rivoluzionerà il vostro trucco. Per F.O.M.O. s’intende l’ansia sociale che deriva dall’avanzamento della tecnologia e dal conseguente livello di scelta che porta con sé. In pratica si tratta della paura di perdere un’opportunità d’incontro sociale, un’esperienza nuova, o un evento che ci avrebbe soddisfatto se l’avessimo vissuto. Lo psicologo inglese Andrew Przybylski ha condotto uno studio che ha scoperto come più persone non si sentono autonome, competenti e connesse a qualcosa, più sentono la F.O.M.O. che sta per “Fear of Missing Out“. Gli individui maggiormente legati a questo fenomeno sono anche quelli che utilizzano molto i social network, che comparano il loro status con quello degli altri e che si preoccupano di divertirsi almeno tanto quanto sembra che si divertano gli altri. E se pensate che questo fenomeno sia collegato in particolar modo ai giovani avete ragione, ma è anche vero che ultimamente si sta espandendo a persone di età anche più avanzata. Come riconoscerlo? La F.O.M.O. si può manifestare in molti modi. Qualcuno, …

IF BAGS: la chiave è il Temporary [Intervista]

Se non ne avete già una, è probabile che quantomeno le abbiate viste in giro indossate da qualcuno. Se non è così, allora è arrivato il momento di conoscere le IF BAGS. Nate da un’idea di Isabella de Felice (industrial designer), Francesca Mesiano (scenografa) e Claudia Legnani (imprenditrice) queste borse e zaini in eco-pelle pensato, assemblato e cucito a mano in Italia non possono non conquistarvi. Ma per scoprire dove, come e perchè è nata la magia, abbiamo intervistato Isabella de Felice. Com’è sono nate le IF BAGS? “E’ una storia bizzarra. Un giorno nel 2012, Francesca (che all’epoca era la mia coinquilina) ricevette del tessuto in Eco-pelle e noi pensammo di utilizzarlo per crearci uno zainetto, con l’aiuto della portinaia del nostro palazzo. Quando cominciammo a portare la sacca in giro, molti amici e conoscenti iniziarono a notarle e chiederle per loro stessi. Ci sembrò strano. Ma ci eravamo anche incuriosite, per cui cominciammo a fare dei mercatini in giro per Milano nel tempo libero, visto che all’epoca avevamo un altro lavoro.” E poi? “Poi abbiamo …