All posts filed under: HOW TO

Mettiamo a disposizione il nostro know-how e quello dei migliori esperti in materia di temporary shop e usi di spazi creativi. Ti illustriamo passo dopo passo come camminare con le tue gambe verso nuovi impensabili orizzonti.

Perché l’acquisto d’impulso è oro per i retailers

A chi non è mai capitato? Un acquisto non programmato fatto d’impulso passando davanti ad una vetrina, che ha catturato la nostra attenzione tanto da spingerci ad entrare ed uscire con qualcosa che non pensavamo nemmeno di volere. Oppure una cosa comprata mentre il nostro intento era di comprarne un’altra, un’aggiunta dell’ultimo minuto alla quale per qualche strana ragione non siamo riusciti ad evitare. In realtà, questo fenomeno è quasi sempre frutto di un’attenta e ben studiata strategia di marketing. E’ dal 1950 infatti che i commercianti dei negozi piazzano determinati tipi di prodotti vicino alle casse dei negozi, piccoli, poco cari e di solito di uso giornaliero (avete presente le calze di H&M?). Con gli eCommerce che continuano la loro marcia alla conquista del mondo, molti retailers tradizionali cominciano a chiedersi se questo tipo di acquisti cominceranno a diminuire, ma possono stare tranquilli: non è così. Soprattutto perché i negozi fisici hanno ancora un vantaggio rispetto a quelli online quando si tratta di controllare l’esperienza di shopping. Abbiamo parlato di recente del fenomeno F.O.M.O. (Fear …

Retail: la strategia omnichannel è la strada de seguire

Se non sapete di cosa stiamo parlando, state tranquilli: non lo sa quasi nessuno. Volendo cercare sul web la definizione di “Retail Omnichannel” se ne trovano parecchie. Google lo definisce come un modo per assicurasi che le strategie di marketing di un brand permettano al consumatore di trovarlo su ogni canale. Per Hubspot invece si tratta della capacità di regalare una user experience attraverso più canali, considerando i vari device con cui i consumatori interagiscono con un dato brand. In pratica si tratta di estendere la propria strategia di marketing, i propri canali di vendita e le proprie risorse attraverso più canali digitali e non. Online e offline. Premesso che questo tipo di strategia non è sempre accessibile a tutti (una startup o un eCommerce agli inizi probabilmente non hanno le risorse per fare tutto e subito), c’è da dire che se la si vuole adottare, bisogna farlo bene per non cadere nell’approssimazione. Tra il 2010 e il 2015 in Italia abbiamo visto un incremento medio delle vendite online del 15%,  salito al 18% nel 2016 …

Perchè i Brand Ambassador sono più efficaci di qualunque pubblicità

Di sicuro questo termine vi suona familiare, o magari vi calza anche a pennello perché sareste perfetti per questo ruolo, oppure lo siete già. Con una storia che ci riporta indietro addirittura al 1870, quando alcuni grandi aziende dell’epoca cominciavano a distribuire quelli che oggi chiamiamo “prodotti brandizzati”, i Brand Ambassador possono essere definiti la naturale evoluzione di quel processo commerciale che ha visto nascere il brand management per mano di compagnie come Procter & Gamble, General Foods o Unilever dopo la Grande Depressione del ’29. Se state pensando a nomi come Kim Kardashian o Justin Bieber avete ragione, anche loro sono (o sono stati) ambasciatori di grossi brand, ma qui vogliamo parlare di un altro tipo di brand ambassador, uno meno famoso ma a volte anche più efficace. Le persone, i consumatori, si fidano di altri consumatori. Pensate a TripAdvisor: ormai non si entra quasi più in un ristorante che non si conosce senza aver prima dato un’occhiata alle recensioni di chi ci è già stato. Lo stesso vale (anche se in minor misura) …

F.O.M.O. (Fear of Missing Out): solo ansia social o anche opportunità?

No, non è il nome di un nuovo rapper o dell’eyeliner che rivoluzionerà il vostro trucco. Per F.O.M.O. s’intende l’ansia sociale che deriva dall’avanzamento della tecnologia e dal conseguente livello di scelta che porta con sé. In pratica si tratta della paura di perdere un’opportunità d’incontro sociale, un’esperienza nuova, o un evento che ci avrebbe soddisfatto se l’avessimo vissuto. Lo psicologo inglese Andrew Przybylski ha condotto uno studio che ha scoperto come più persone non si sentono autonome, competenti e connesse a qualcosa, più sentono la F.O.M.O. che sta per “Fear of Missing Out“. Gli individui maggiormente legati a questo fenomeno sono anche quelli che utilizzano molto i social network, che comparano il loro status con quello degli altri e che si preoccupano di divertirsi almeno tanto quanto sembra che si divertano gli altri. E se pensate che questo fenomeno sia collegato in particolar modo ai giovani avete ragione, ma è anche vero che ultimamente si sta espandendo a persone di età anche più avanzata. Come riconoscerlo? La F.O.M.O. si può manifestare in molti modi. Qualcuno, …

5 idee low cost per il tuo Pop Up Shop

Se è vero che con un budget ridotto si possono fare meno cose, è anche vero che si possono fare grandi cose: come si dice, poche ma buone. Il mercato del temporary retail e dei pop up shop è in grande fermento, grazie a vari fattori come le abitudini dei consumatori sempre più esigenti ma alla ricerca di esperienze da ricordare, gli eventi in tutto il mondo che spingono i retailers a trovare nuovi modi di farsi conoscere (come l’ormai vicinissimo Salone del Mobile) e la tecnologia che permette di sperimentare e adottare soluzioni innovative. Proprio per questo, se stai pensando di aprire un pop up shop o un temporary store fai bene, e se ti stai anche chiedendo come farlo con un budget limitato, ecco cinque consigli per fare un figurone spendendo poco. 1. Il concept Qualunque sia il tuo brand, concentrati sui suoi punti forti. Seleziona gli aspetti e le caratteristiche più forti che possono essere facilmente riprodotti in uno spazio fisico (in particolare se al momento vai forte sull’e-commerce). Come si dice in …

Space Owner: come creare un annuncio avvincente

Caro Space Owner, noi di What a Space siamo davvero felici di averti fra noi, e ci teniamo particolarmente che il tuo annuncio sia un’accattivante biglietto da visita per te ed il tuo spazio. A questo proposito, abbiamo creato una lista ready-to-go di consigli per te, da seguire per creare un annuncio con i controfiocchi. Con affetto, Il Team di What a Space *** 1. Le foto La nostra (come quasi tutte le realtà digitali) è una piattaforma interattiva, quindi cerca sempre di renderti riconoscibile: al momento della creazione dell’account pubblica una foto del profilo che ritragga te stesso! In questo modo chi guarderà il tuo spazio sarà più propenso a fidarsi di te e quindi preferirà il tuo annuncio ad un altro simile… un sorriso sincero fa più strada di qualunque logo! Sono importanti anche le foto dello spazio che stai mappando. Ti è mai capitato di cercare online un appartamento e di non esserti interessato ad uno perché l’annuncio non era accompagnato da foto? La pagina social dei tuoi brand preferiti contengono immagini, giusto? Ebbene tu non sei da meno. Per questo …

Il Concept Store: molto più di un negozio

Ogni cosa, si sa, parte da un’idea. I Concept Store, più di altri, ce lo ricordano a partire dal nome, “Negozio di Concetto”. Uno store pensato e creato per esprimere un’idea e per promuovere la concentrazione su di essa, un viaggio tra prodotti che ne sono diretti e fieri discendenti. Figli di una controtendenza avviata dai negozi fisici per contrastare lo shopping online, i Concept Store prendono ormai da anni ispirazione dal mondo dell’arte, della letteratura, dell’ospitalità e dell’intrattenimento per creare esperienze da non perdere per gli shopper di ultima generazione. Ma cosa ci dicono del mondo del retail? Quali sono gli ingredienti per creare il Concept Store perfetto? Puntare in alto Il Concept Store Colette di Parigi è ancora, dopo due decenni, una delle destinazioni-icona degli amanti della moda di tutto il mondo. Fondato da madre e figlia (Colette Roussaux e Sarah Lerfel) fu uno dei primi del suo genere, offrendo non sono prodotti di abbigliamento, ma un intero micro-universo pieno di libri, giochi, gadget, prodotti cosmetici, opere d’arte e molto altro. Ma la chiave …

How-To Guide: aprire un e-commerce in 8 semplici step

Se vuoi aprire un negozio online in Italia, questo è il momento giusto per farlo, soprattutto se associ l’e-commerce al Social commerce, basato sulle potenzialità dei social media. Il commercio elettronico sta prendendo sempre più piede nel Bel Paese, infatti dal 2014 al 2016 si è registrato un aumento del 19%. Non sai come fare? Basta seguire questi 8 semplici step. Per prima cosa, fai un’analisi di mercato e sviluppa una buona strategia, che curi la tua immagine e il marketing online. Analisi di mercato Studia i tuoi competitor, ovvero le aziende che offrono il tuo stesso servizio. Prendi spunto da loro sui punti di forza, individuane le debolezze e migliorale. Tieni sempre in mente, fin dall’inizio, quale sia il tuo budget, per tenere sempre sotto controllo i costi e le entrate, in modo che gli investimenti siano compatibili con i guadagni. Scelta della piattaforma Hai una vasta scelta di software a tua disposizione per poter aprire il tuo e-commerce di successo. Tra queste ci sono OpenCart, OsCommerce, Mytho, Blomming, OneMinuteSite, Sellky, Moonfruit. Se invece vuoi aprire un negozio …

Costi e burocrazia: il “cruccio” dei Temporary shop

Nel nostro blog abbiamo spiegato come aprire un Temporary shop in 12 step. Oggi invece, abbiamo pensato di affrontare il “meraviglioso” mondo della burocratica che, se hai avuto la meravigliosa idea di aprire un temporary shop, dovrai conoscere. Come saprai, aprire un Temporary shop (alias Pup-up shop) è principalmente un’attività di marketing non convenzionale: potrebbe anche essere considerato un evento, in quanto la sua durata corrisponde ad un lasso di tempo predefinito, di solito molto breve (da una settimana a qualche mese). L’obiettivo è fare in modo che il brand resti impresso nella testa dei potenziali consumatori, attirare la loro attenzione, farli sentire coinvolti diventando portavoce del vostro marchio. Il Temporary shop è qualcosa di esclusivo, un’idea coinvolgente, basata su una strategia di comunicazione efficace. Per essere attuata però bisogna avviare un iter burocratico simile ai negozi fisici tradizionali. Ecco qui qualche consiglio per affrontarlo al meglio. Burocrazia Informati sulle leggi, fai in modo di mettere sempre tutto nero su bianco. Per qualsiasi dubbio puoi rivolgerti a What a Space! Il nostro team sarà certamente in grado di aiutarti. Innanzitutto …

Arredare un Temporary shop con le risorse di una startup

Oggi abbiamo deciso di darti qualche consiglio su come arredare un Temporary shop se disponi delle risorse di una startup. Il settore del retail  è in continua evoluzione ma nell’era digitale, avere un rapporto face to face con i clienti potrebbe essere la chiave per raggiungere i tuoi obiettivi di business. Per questo motivo i Temporary shop si stanno diffondendo sempre più. Ricorda però che per aprirne uno è essenziale avere una strategia di comunicazione efficace e la scelta dello spazio giusto è necessaria per stimolare la curiosità. Come puoi farlo? Puntando sul design! Purtroppo non si dispone sempre di un budget elevato che ti permetterebbe di affittare un posto esclusivo. Per questa ragione ti sveliamo i segreti per rendere indimenticabile lo stile del tuo Temporary shop. Sei Pronto? Iniziamo. Il tuo negozio è l’unica occasione che hai per far avere al cliente un’esperienza diretta con la tua azienda. Punta tutto sulla storia che vuoi raccontare del tuo brand, scegliendo bene i materiali, l’illuminazione, il layout, eccetera e sull’esperienza che vuoi che i tuoi clienti vivano quando entrano nel tuo Temporary shop. Devi sapere bene cosa stai facendo, perché e come …